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Cosa comprende il servizio:

Il servizio è reso con l’obiettivo di adempiere agli obblighi i fiscali in materia di imposta di successione. Il modello “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”, è conforme a quello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, per il quale viene fornito un servizio di assistenza, mediante uno specifico prodotto software che comprende la compilazione, il calcolo e pagamento telematico delle imposte dovute (tributi da autoliquidare), nonché per l’invio e stampa del modello. L’imposta di successione continuerà ad essere liquidata dall’ufficio di riferimento per la lavorazione della dichiarazione.

Quali beni rientrano nella dichiarazione di successione:

  • Beni immobili e diritti reali su beni immobili;
  • I beni mobili e i titoli al portatore di qualsiasi specie posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome;
  • Denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al dieci per cento del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario, salvo che da inventario non ne risulti l’esistenza per un importo diverso;
  • Rendite, pensioni e crediti;
  • Aziende, quote sociali, azioni o obbligazioni;
  • Navi, imbarcazioni e aeromobili che non fanno parte di aziende.

Gli oneri a carico degli eredi e dei legatari relativi a prestazioni rivolte a soggetti terzi determinati individualmente sono da considerarsi legati disposti in favore del beneficiario e quindi sono soggetti all’imposta di successione.

Quali beni non rientrano nell'attivo ereditario

  • Beni e i diritti iscritti a nome del defunto nei pubblici registri, quando è provato con atto pubblico, scrittura privata autenticata, provvedimento giurisdizionale o altro atto scritto avente data certa, che egli ne aveva perduto la titolarità;
  • Azioni e titoli nominativi intestati al defunto, alienati anteriormente all’apertura della successione con atto autentico o girata autenticata;
  • Indennità di fine rapporto in caso di morte del prestatore di lavoro (artt. 1751 e 2122 c.c.) e le indennità spettanti per diritto agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto; i crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale, compresi quelli per il rimborso di imposte o di contributi, fino a quando non siano riconosciuti con provvedimenti dell’amministrazione debitrice;
  • Crediti ceduti allo Stato entro la data di presentazione della dichiarazione di successione;
  • Veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico.

Chi è obbligato a presentare la dichiarazione

Devono presentare la dichiarazione:

  • I chiamati all’eredità. Con l’apertura della successione sono individuati tutti i soggetti (persona fisica o giuridica), che non hanno ancora accettato l’eredità, ai quali potenzialmente può essere trasmesso il patrimonio complessivo del defunto (beni, diritti e obblighi), oppure una sua quota.
  • Gli eredi. La qualità di erede, in senso civilistico, si acquista con l’accettazione, espressa o tacita, dell’eredità, il cui effetto risale al momento dell’apertura della successione.
  • I legatari. Il legatario è destinatario di uno o più beni oppure uno o più diritti, determinati dal defunto con il testamento. Così, ad esempio, la persona a cui il defunto lascia un quadro è un legatario e non un erede. Il legato si acquista senza bisogno di accettazione.
  • I rappresentanti legali degli eredi o dei legatari;
  • Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente. Se una persona è scomparsa e non se ne hanno più notizie da almeno due anni, può essere richiesto, al tribunale del suo ultimo domicilio o della sua ultima residenza, che ne sia dichiarata l’assenza. Dopo questa sentenza, chi sarebbe stato erede o legatario del soggetto dichiarato assente può domandare al tribunale di entrare in possesso temporaneo dei beni dello scomparso;
  • Gli amministratori dell’eredità. L’amministratore dell’eredità è previsto dal codice civile in casi particolari, come ad esempio, quando il testamento designa un erede sotto condizione sospensiva (ad esempio se per diventare “erede” occorre che accada un evento futuro ed incerto previsto nel testamento);
  • I curatori dell’eredità giacente. Il curatore dell’eredità giacente è nominato dal Tribunale quando il “chiamato” non ha accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni ereditari; il curatore ha il compito di amministrare il patrimonio ereditario fino a quando l’eredità viene accettata;
  • Gli esecutori testamentari. L’esecutore testamentario è il soggetto a cui il defunto può dare il compito di curare le sue ultime volontà, espresse nel testamento.
  • I trustee. Il trust è un istituto giuridico nel quale vengono trasferiti i beni del disponente, nel caso di specie il de cuius, affinché vengano amministrati e gestiti in favore di altri soggetti (beneficiari), a cui l’amministratore (trustee) dovrà trasferirli dopo un dato periodo di tempo o una volta raggiunto un determinato scopo.